Passa ai contenuti principali

Introdotte le tariffe flat anche per i decreti ingiuntivi

Il nostro studio ha compiuto un altro importante passo avanti nella direzione della chiarezza e trasparenza con i propri clienti introducendo, così come per la consulenza legale, anche per i decreti ingiuntivi delle "tariffe flat" in proporzione al valore del credito da recuperare.

In sostanza, con questa formula, offriamo a tutti la possibilità di conoscere con anticipo a quali spese andare incontro nel momento in cui abbiano l'esigenza di richiedere un decreto ingiuntivo per il recupero di un proprio credito.

Ricordiamo brevemente, in proposito, che è possibile ottenere un decreto ingiuntivo di pagamento a carico di un debitore, nel caso in cui il proprio credito sia fondato su prova scritta, intendendosi per prova scritta quella avente le caratteristiche di cui all'art. 634 c.p.c. e abbia ad oggetto una somma liquida di danaro.

L'art. 634 del Codice di procedura civile prevede quali sono le prove scritte idonee ad ottenere un decreto ingiuntivo, ma in questa sede, possiamo dire che si può utilizzare tale procedura, ad esempio, per il recupero di un credito derivante da una fattura commerciale, di oneri condominiali, canoni di locazione e così via.

Allegata la documentazione comprovante i detti crediti, se ritenuta idonea e conforme alla legge l'autorità giudiziaria competente (Tribunale o Giudice di Pace, a seconda del valore o della materia) emette il decreto ingiuntivo a carico del debitore.

Pertanto, qualora un determinato soggetto intenda rivolgersi al nostro studio per la proposizione di un decreto ingiuntivo, può farlo sapendo che gli saranno applicate le tariffe indicate nella seguente tabella in base al valore del suo credito:



Le tariffe sopra indicate comprendono tutta l'attività legale, dalla redazione dell'atto, sino alla notifica del decreto al debitore e si compongono di una parte relativa all'onorario per i nostri professionisti e di un'altra parte relativa alle spese di giustizie e, cioè degli importi che vanno versati allo Stato per depositare il ricorso, richiederne le copie e notificarlo.

Naturalmente le somme indicate quali spese di giustizia si riferiscono ad un unico decreto da notificare ad un singolo debitore, potendo variare in eccesso, in presenza di più coobligati.

La somma visualizzata nella colonna totale richiesto rappresenta l'importo complessivo dovuto al nostro studio e, alla stessa, non andrà aggiunto alcun altro onere per l'attività legale.

Insomma un'altra importante novità per venire incontro a tutti i nostri clienti ed essere chiari e trasparenti sin dall'inizio del rapporto.

Commenti

Post popolari in questo blog

Inoltrate le prime due richieste di decreto ingiuntivo europeo dallo Studio

In data odierna sono state inoltrate a mezzo posta, presso due uffici giudiziari di altrettanti Stati membri dell'Unione (Spagna e Bulgaria), per conto di una società cliente dello Studio le prime due richieste di decreto ingiuntivo europeo nei confronti di società con sede all'estero. Si rammenta brevemente che, il "decreto ingiuntivo europeo" è stato introdotto dal regolamento n. 1896/2006 che istituisce un "procedimento europeo di ingiunzione di pagamento". Tale procedura consente al creditore – in via facoltativa – di ricorrere al ricorso al procedimento europeo o di impiegare le procedure nazionali. Il procedimento speciale disciplinato dal regolamento è applicabile ai crediti non contestati nel settore civile e commerciale, mentre restano escluse le controversie inerenti l’ambito doganale, amministrativo, fiscale, in materia di fallimenti, concordati e procedure similari, in ordine al regime patrimoniale dei coniugi, testamenti e successioni, nonché …

Lo studio legale Curci & Genovese è abilitato ad utilizzare il processo tributario telematico

Il nostro studio legale si è abilitato, previa apposita registrazione sulla piattaforma della Giustizia Tributaria telematica all'utilizzo del processo tributario telematico e ne sta utilizzando regolarmente i sistemi.

Abbiamo, infatti, già introdotto diversi ricorsi in modalità completamente telematica, dalla notifica dell'atto sino al deposito presso la competente Commissione Tributaria Provinciale velocizzando così i tempi di gestione del contenzioso e ottenendo anche risparmi per i clienti dal momento che tutte le notifiche non vengono più eseguite in modalità cartacea, ma esclusivamente a mezzo di posta elettronica certificata.

Ricordiamo che il processo tributario telematico è ormi attivo sull'intero territorio nazionale e, dunque, è possibile, sin d'ora, gestire contenziosi fiscali presso qualsiasi commissione provinciale, motivo per cui i nostri professionisti sono a disposizione di chiunque abbia bisogno di apposita consulenza in materia.

Tassa sui rifiuti: la consulenza del nostro studio per valutare eventuali errori e chiedere i rimborsi

Così come emerso dalle dichiarazioni del sottosegretario all'Economia Baretta, secondo il Ministero, negli ultimi anni alcuni Comuni avrebbero commesso diversi errori nel calcolo della Tassa sui rifiuti facendo così aumentare a dismisura le somme dovute dai cittadini.
La tassa rifiuti (così come riformulata dalla L.147/13) prevede l'obbligo di versamento in favore dei Comuni a carico di chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte che possono produrre spazzatura.

La tassa comprende una quota fissa e una variabile. La parte fissa sia applica in maniera proporzionale ai metri quadrati dell'abitazione, mentre quella variabile, aumenta a seconda del numero dei familiari che occupano l'immobile. La quota variabile va, dunque, calcolata una sola volta sull'insieme di casa e pertinenze immobiliari (es: box auto, cantine, ecc..), tenendo, come detto, ovviamente conto del numero degli occupanti l'immobile. Ciononostante alcuni Comuni invece d…